LA BATTAGLIA DI HACKSAW RIDGE

LA BATTAGLIA DI HACKSAW RIDGE

di Maria Chiara Signorini

Diretto da Mel Gibson, questo film di guerra e di fede riesce a commuovere e ad emozionare grazie alla sua incredibile storia, una storia vera, che gli attori di questo cast stellare hanno cercato di interpretare in tutta la sua crudezza e drammaticità.
Desmond Doss (Andrew Garfield) si arruola ventitreenne nell’esercito degli USA assieme a tanti altri giovani che volevano servire il Paese contro la minaccia del Giappone della Seconda Guerra Mondiale. Ciò che lo differenzia dagli altri è però la sua incredibile fede e forza di volontà: “Mentre gli altri staranno spazzando via delle vite, io le starò salvando! E’ così che servirò il mio paese”. Rifiutandosi di toccare qualsiasi tipo di arma e rischiando la Corte Marziale pur di non rinnegare le sue certezze, viene mandato come medico soccorritore ad Okinawa, sul fronte del Pacifico. Qui parte la dura serie di immagini legate alle uccisioni e ai demoni della guerra che lascerà poi spazio all’azione e alla ripresa della narrazione. Desmond si rifiuta di fuggire per mettersi in salvo e decide di rimanere in quel luogo di fumo e di morte per salvare tutte le vite possibili, anche a costo di sacrificare la sua.
Il film pare così diviso in due parti. La prima include l’infanzia del protagonista, trascorsa tra la violenza delle mura domestiche all’ombra di un padre, veterano di guerra, che si rifugiava nell’alcool e accanto alla madre che crebbe in lui la sensibilità alla fede. La seconda, dopo un addestramento alla “Full Metal Jacket”, è dedicata completamente allo scontro sul campo di battaglia che richiama in tutta la sua durezza la sequenza iniziale di “Salvate il Soldato Ryan” di Spielberg.

CAST:
 Andrew Garfield (The Amazing Spiderman, Silence)
 Teresa Palmer (Point Break, Lights Out, L’apprendista stregone)
 Vince Vaughn (Gli stagisti, Due single a nozze, Into the Wild)
 Sam Worthington (Avatar, Scontro tra Titani, 40 carati)
 Luke Bracey (Point Break)
 Hugo Weaving (Capitan America, Il signore degli anelli, V per Vendetta, Cloud Atlas, Matrix)

RICONOSCIMENTI:
• 2017 – Premio Oscar
Candidatura per il Miglior film
Candidatura per la Miglior regia a Mel Gibson
Candidatura per il Miglior attore protagonista a Andrew Garfield
Candidatura per il Miglior montaggio a John Gilbert
Candidatura per il Miglior sonoro
Candidatura per il Miglior montaggio sonoro
• 2017 – Premio Golden Globe
Candidatura per il Miglior film drammatico
Candidatura per il Miglior regista a Mel Gibson
Candidatura per il Miglior attore in un film drammatico a Andrew Garfield

Maria Chiara Signorini

Captain America Civil War

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E per concludere il giornalino scolastico oggi vi parliamo del film Marvel recentemente uscito: Captain America Civil War. Film diretto dai fratelli Anthony e Joe Russo.
Il cast eccezionale vede come protagonisti gli eroi Marvel già trovati sul grande schermo in Avengers Age of Ultron, Chris Evans (Steve Rogers alias Captain America), Robert Downey Jr. (Tony Stark alias Iron Man), Sebastian Stan (Bucky Barnes alias Soldato d’Inverno), Scarlett Johansson (Natasha Romanoff alias Vedova Nera), Jeremy Renner (Clint Barton alias Occhio di Falco), Elizabeth Olsen (Wanda Maximoff alias Scarlet Witch), Anthony Mackie (Falcon), Don Cheadle (James Rodhes alias War Machine) e altri fino ad ora meno conosciuti come Paul Rudd (Scott Lang alias Ant-man), Tom Holland (Peter Parker alias Spider-man), Chadwick Boseman (Pantera Nera), Paul Bettany (Visione), Martin Freeman (Everett Ross) e Daniel Brühl (Barone Zemo).
In questo film dall’avvincente trama, i nostri supereroi si troveranno ad affrontare un nemico senza precedenti, il cui scopo è distruggere gli Avengers attaccandoli dall’interno. Ma mentre essi tentano di contrastare il Barone Zemo si ritroveranno divisi ancora di più per una questione riguardante Bucky. Il film è ricco di colpi di scena non solo riguardanti gli Avengers ma anche personaggi rimasti sempre un po’ sullo sfondo come Pepper Potts e Sharon Carter (Agente 13), che vi terranno incollati alla poltrona.
Quindi, un film da non perdere anche se i pareri riguardanti sono contrastanti…
Ma tocca a voi decidere da che parte stare!

STAR WARS: IL RISVEGLIO DELLA FORZA

di Gaia Buffoli e Maria Chiara Signorini

Kylo Ren in una scena del film

Kylo Ren in una scena del film

 

Mentre le persone normali a Dicembre aspettano con ansia Santa Lucia, gli appassionati di Star Wars, lo scorso Dicembre, hanno aspettato l’uscita in sala di Star Wars: il risveglio della forza, film diretto da J. J. Abrams e co-diretto da George Lucas.

Tra gli attori troviamo Daisy Ridley (Rey), John Boyega (Finn), Oscar Isaac (Poe Dameron), Andy Serkis (Leader Supremo Snoke) e Adam Driver (Kylo Ren). Nel cast compaiono anche i protagonisti della precedente trilogia: Mark Hamill (Luke Skywalker), Harrison Ford (Ian Solo) e Carrie Fisher (Leia Organa).

 

Con il settimo episodio comincia la terza parte della saga del 1977 ideata da George Lucas e che vede come protagonista una ragazza di nome Rey, vissuta per anni da sola su Jakku in attesa del ritorno dei suoi genitori, catturati dal Primo Ordine quando lei era ancora una bambina. La sua vita viene sconvolta dall’arrivo di Finn, un ex soldato fuggito dal Primo Ordine grazie all’aiuto di Poe Dameron. Finn e Rey intraprendono un viaggio per sfuggire al Primo Ordine e per raggiungere la base alleata della Resistenza con il Millennium Falcon di Ian e Chewbacca. Lungo il loro percorso Rey inizia a conoscere la Forza e ritrova la spada-laser appartenuta a Luke e ancor prima a suo padre Anakin Skywalker.

A prendere il posto dello sconfitto Darth Vader giunge il malvagio Kylo Ren, figlio di Leila e Ian, il cui obbiettivo è distruggere la Resistenza con un’arma in grado di prosciugare e convertire le radiazioni solari in un raggio mortale capace di annientare un intero pianeta.

Toccherà a Rey impedire che tutto questo accada e ostacolare Kylo Ren e il Lato Oscuro, anche grazie all’aiuto di Finn, Ian Solo, Chewbacca e della Resistenza.

 

Il film ha stabilito diversi record al box-office, tra cui quello per il miglior week-end d’esordio globale con $529 milioni. Al 24 gennaio 2016 il film ha incassato oltre $1,940 miliardi globalmente, divenendo il terzo maggior incasso di sempre (dopo Avatar e Titanic, entrambi di James Cameron, con oltre i due mila miliardi di dollari), il maggior incasso del 2015 e il maggior incasso della saga di Star Wars.

CURIOSITA’:

  • Thomas Brodie-Sangster, attore conosciuto principalmente per il ruolo di Newt nella saga “The Maze Runner”, ha interpretato l’ufficiale del Primo Ordine Thanisson e ha recitato una battuta di circa cinque secondi nell’arco di tutto il film;
  • Mark Hamill e John Boyega hanno chiesto al regista J.J. Abrams, che ha acconsentito, di mostrare il film prima della sua uscita al fan di Star Wars, Daniel Fleetwood, a cui era stato diagnosticato un cancro terminale e che non avrebbe vissuto abbastanza a lungo per vedere la data d’uscita di Star Wars 7. Dopo l’approvazione della Disney, a Fleetwood è stata mostrata la versione completa del “Risveglio della Forza” in una proiezione speciale a casa sua. Il 10 novembre 2015 Daniel Fleetwood è deceduto;
  • J. Abrams è il primo regista ad aver diretto sia film di Star Trek che film di Star Wars;
  • La produzione ha preferito, quando possibile, utilizzare location reali, modelli in miniatura a green-screen e immagini generate al computer al fine di realizzare un film esteticamente simile a quello della trilogia originale di Star Wars;
  • Il prossimo episodio della saga sarà uno spin-off dedicato a Ian Solo; per la sua parte sono stati presi in considerazione attori tra i 16 e i 36 anni tra cui Liam Hemswoth, Ansel Elgort, Miles Teller, Sam Claflin e Dylan O’Brien.
Il Millennium Falcon e una navicella del Primo Ordine in una scena del film.

Il Millennium Falcon e una navicella del Primo Ordine in una scena del film.

Recensione- The hateful eight

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Ci troviamo dinnanzi all’ottavo film di Quentin Tarantino, una perla rara che il creatore di “Pulp Fiction” e “Le Iene” ci ha regalato, una pellicola che fa dei particolari il suo punto forte.

“The HateFul Eight” si trova in bilico fra il più crudo e violento Western classico americano e gli spaghetti western del buon Sergio Leone. La narrazione di questo film si muove nelle parole dei personaggi, i dialoghi sono fondamentali e trattati con una maestria incredibile: ogni volta che  qualcuno parla viene messo in primo piano in modo che lo spettatore non perda nemmeno una virgola. Gli stessi personaggi  sono caratterizzati a regola d’arte,  approfonditi anche dal punto di vista psicologico, e ciò è facilitato  dal fatto che siano pochi  . Il cast è a dir poco eccezionale: dal sorprendente Samuel L. Jackson  con la sua fantastica interpretazione che ci fa affezionare dal primo minuto in cui appare sullo schermo, a Kurt Russell nel ruolo di un personaggio apparentemente infame ma  fondamentale per la trama.  Questi sono solo i personaggi più “importanti” ,ma tranquilli, anche il resto del cast se l’è cavata incredibilmente bene.

La regia ed i movimenti di camera sono statici e ciò è dovuto principalmente al fatto che  il film è ambientato tutto in una stanza, lasciando poco spazio ai paesaggi mozzafiato del nord America. Il film e la storia riprendono molto i toni di un capolavoro letterario come i “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie e  “La Cosa”,  il capolavoro cinematografico John Carpenter,  nel quale si mettono i personaggi nella condizione di non fidarsi l’uno dell’altro attraverso una strana serie di sfortunati eventi. La colonna sonora è arrangiata dal grande Ennio Morricone il quale ha svolto un lavoro egregio con musiche incalzanti e perfette per questo film. Lo stesso  Morricone ha ammesso che alcune parti della colonna sonora sono riprese da La Cosa di Carpenter su cui lui stesso lavorò. Il film è incredibile e vi colpirà nel profondo. A parer mio si tratta di Quentin Tarantino all’ennesima potenza!

C.P.

Recensione- La Grande Scommessa

“Non è ciò che non sai che ti mette nei guai. È ciò di cui sei sicuro che non è come credi”

Mark Twain

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Con questa frase si apre “La Grande Scommessa” di Adam McKay, regista e sceneggiatore, un film complesso che basa la sua particolarità sull’astuzia dei protagonisti. La sceneggiatura è tratta dalla storia di un gruppo di investitori outsider che sono stati in grado di vedere l’instabilità del mercato immobiliare americano basato su mutui subprime (mutui concessi a debitori poco affidabili ed erano le fondamenta del sistema economico americano fino al crollo del 2007). Il film prosegue su vari piani e “storyline” dei vari protagonisti, collegati tutti da un unico filo conduttore, la grande scommessa contro il sistema immobiliare che punta a guadagnare nell’ “improbabile” crisi del sistema. Il linguaggio utilizzato è complesso e poco fruibile, ma funziona alla perfezione per immersività; in alcuni tratti può apparire come un documentario, ma la sensazione viene subito interrotta dalle prorompenti personalità dei personaggi. La pellicola presenta un montaggio frenetico e comparativo ottimi con passaggi  di sequenze rapidi ed incisivi, ma per niente fastidiosi per lo spettatore, portando avanti scene temporalmente corrispondenti collegate dal filo conduttore generale della storia.

Anche la scelta delle musiche si allinea perfettamente dando ritmo alle sequenze e favorendo l’immersivtà complessiva, muovendosi con l’avanzare del tempo. Il film è sostenuto principalmente dalle ottime performance degli attori protagonisti, in particolare Christian Bale e Steve Carell, che  sono riusciti a sfruttare a pieno le loro grandi capacità recitative. Anche il caro vecchio Brad Pitt se l’è  cavata bene dando risalto  ad un personaggio che apparentemente può apparire minore, ma che si rivela importante ai fini della trama. Certamente un film complesso che merita però almeno una visone, un film che fa dei personaggi il suo punto forte perché, ne sono sicuro,  riusciranno  a trasmettervi qualche emozione…

C.P.

 

Recensione- Steve Jobs “Think Different”

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“Steve Jobs” di Danny Boyle, un film critico, incisivo e commovente. Sceneggiato magistralmente da Aaron Sorkin già famoso per “The Social Network”. La pellicola riprende tre momenti fondamentali della vita del padre di Apple che lo hanno portato a lanciare sul mercato il Mac. 

Ad assumere il volto di Steve Jobs abbiamo un attore molto capace che non ha mai avuto la particolare opportunità per emergere, Michael Fassbender .Una prova attoriale davvero ottima la sua ,  un’ espressività capace di imprimere carattere  al suo personaggio  al di là dei dialoghi e delle azioni rappresentate. Come abbiamo detto tre sono i passaggi della vita di Jobs  raccontati. Il primo riguarda la presentazione del Macintosh 128K nel 1984, i problemi familiari  di Jobs e gli errori tecnici che impediscono la presentazione del computer.  Uno stacco temporale  ci porta  al 1988  dopo il licenziamento di Steve e la sua rinascita con Next ed il Black cube e, in parallelo, la famiglia sempre più in crisi  e il suo difficile rapporto con la figlia. Nell’ultimo passaggio, che ci proietta  al  1998, troviamo una Apple vicina al fallimento che riassume Steve ormai pronto a presentare il definitivo Mac.

Il film è diretto molto bene ed interpretato altrettanto bene  oltre che dal  fantastico Fassbender anche da Kate Winslet e Jeff  Daniels,  capaci di interpretare  personaggi complessi  in modo ottimo. Il personaggio di Steve Jobs è presentato non solo come il mito che ha cambiato la storia del computer, ma  anche attraverso  gli aspetti più fastidiosi, egocentrici e narcisisti della sua personalità. Un film di spessore che certamente merita di essere visto  anche se, come “The Hateful Eight”,   snobbato agli Oscar 2016.

C.P.

 

Recensione The Revenant-Redivivo

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L’ultimo “figlio” di Alejandro Gonzales Iñarritú può essere descritto con tante parole, ma io ne ho trovata una che raccoglie tutto ciò che si potrebbe dire: “Capolavoro”.

Andiamo con ordine. Abbiamo conosciuto Iñarritú per Birdman che ha spaccato il pubblico in chi lo osannava come la rinascita del cinema e chi lo definiva una pellicola decisamente sopravvalutata. Quest’anno, invece, il regista messicano ha portato sullo schermo un film d’effetto, crudo e coinvolgente, con un’ ambientazione ed una fotografia mozzafiato che mantiene alta la tensione dello spettatore. La sceneggiatura non è complessa, anzi è molto semplice e si discioglie perfettamente nelle sue 2 ore e mezza senza lacune o strappi, permettendo la comprensione completa degli avvenimenti e favorendo lo sviluppo di quasi tutti i personaggi.

Revenant è un racconto di vendetta, sangue, legami famigliari e fuga, costruito con personaggi caratterialmente piatti, che basano il loro ruolo su una costante ricerca.

Il protagonista  della pellicola è Hugh Glass, interpretato in modo decisamente buono e impegnato da Leonardo DiCaprio , anche se un occhio critico non la classificherebbe come la sua miglior performance trovandolo migliore  in pellicole come “Django” e “The Wolf of Wall Street”. A contrapporsi al personaggio di DiCaprio  troviamo John Fitzgerald, interpretato magistralmente da Tom Hardy ,il quale ha saputo destreggiarsi perfettamente in un personaggio completamente folle, inespressivo e crudele. Tutti gli avvenimenti si svolgono in un ambientazione a dir poco spettacolare con paesaggi innevati del nord del Canada e  movimenti di camera panoramici che danno la sensazione allo spettatore di essere all’interno del film come osservatore invisibile. La fotografia della pellicola è affidata, come gli ultimi film di Gonzales, a Emmanuel Lubezki che ha compiuto un lavoro egregio con passaggi emozionanti spinti a lasciare senza fiato lo spettatore, unendosi ad un montaggio ragionato e funzionale che rende perfettamente senza mai rovinare i movimenti di camera o i cambi di scena. The Revenant è un film crudo e violento, diretto ed interpretato in modo ottimo e, a parer mio, una pellicola che andrebbe vista.

Adesso manca il buon Tarantino con il suo 8° film, quindi fuoco alle polveri!!!

C.P.

L’Academy colpisce ancora. Gli Oscar 2016 sono alle porte e la battaglia per il premio sarà lunga e agguerrita

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Come ogni anno siamo di nuovo giunti al momento più atteso dalla cinematografia mondiale, quando nella notte del 28 febbraio a Los Angeles saranno assegnati  gli Oscar 2016. E questa volta la carne al fuoco è tanta, dal terzo “Mad Max” di George Miller al “The Revenant” di Alejandro Gonzàles Iňarritù.

Le Nomination sono state pubblicate poco dopo la premiazione dei Golden Globe 2016 avvenuti il 10 gennaio, i quali hanno gettato le fondamenta e influenzato l’Academy  nella scelta dei prossimi candidati agli Oscar . La battaglia  si preannuncia tosta poiché la rosa dei  favoriti non è affatto ristretta e ad al suo interno vi è anche Leonardo DiCaprio. Che sia l’anno giusto per il nostro Redivivo?

Ecco le nomination:

Miglior film:
La grande scommessa
Il ponte delle spie
Brooklin
Mad-Fax:Fury Road
Sopravvissuto-The Martian
Revenant
Room
Il caso Spotlight

Miglior regia:
Adam McKay per La grande scommessa
George Miller per Mad Max: Fury Road
Alejandro Gonzales Inarritu per The Revenant                                                                                                                      Lenny Abrahamson per Room
Tom McCarthy per Il caso Spotlight
Miglior attore protagonista
Bryan Craston per Trumbo
Matt Damon  per Sopravvissuto -The Martian
Leonardo DiCaprio per Revenant
Michael Fassbender  per Steve Jobs
Eddie Redmayne per The Danish Girl

 

Miglior attrice protagonista:
Cate Blanchett per Carol
Brie Larson per Room
Jennifer Lawrence per Joy
Charlotte Rampling per 45 anni
Saorsie Ronan per Brooklyn

Miglior attore non protagonista:
Christian Bale per La grande scommessa                                                                                                                                    Tom Hardy per Revenant
Mark Rylance per Il ponte delle spie
Mark Ruffalo per Spotlight
Sylvester Stallone per Creed

Miglior attrice non protagonista:
Jennifer Jason Leight per The Hateful Eight
Rooney Mara per Carol
Rachel Mcadams per Spotlight
Alicia Vikander per The Danish Girl
Kate Winslet per Steve Jobs

Miglior colonna sonora originale:
Il ponte delle spie
Carol
The Hateful Eight
Sicario
Star Wars: il risveglio della Forza 

Miglior sceneggiatura originale:
Il ponte delle spie
Ex Machina
Inside Out
Spotlight
Straight Outta Compton

Miglior sceneggiatura non originale:
La grande scommessa
Brooklyn
Carol
The Martian
Room 

Non ci resta che rimanere in trepidante attesa di conoscere  i destinatari di questi importanti premi!

C.P.

 

La fine di una saga, l’inizio di un giornale

Jennifer Lawrence in una scena del film.

Jennifer Lawrence in una scena del film.

Inauguriamo questo giornale con un film che ha riscosso successo in tutto il mondo, uno dei film più attesi di questo anno e che ha scosso il cuore di migliaia di persone: Hunger Games. Epico finale della saga: Il canto della rivolta parte due. Film diretto da Francis Lawrence con l’eccezionale cast Jennifer Lawrence (Katniss Everdeen), Josh Hutcherson (Peeta Mellark), Liam Hemsworth (Gale Hawthorne), Sam Claflin (Finnik Odair), Juliannne Moore (Presidentessa Alma Coin), Willow Shield (Primrose Everdeen), Woody Harrelson (Haymitch Abernaty) e Donald Sutherland (Presidente Coriulanus Snow).

Il film parte con una Katniss in un letto d’ospedale nel distretto tredici con i segni al collo causati dallo strangolamento di Peeta, ancora sotto l’effetto del depistaggio inflittogli a Capitol City. Questo però non le impedisce di penetrare nel cuore della rivoluzione e combattere in prima linea per tener fede alla sua promessa: uccidere Snow. Per fare ciò è costretta a superare una fitta rete di baccelli sparsi per la città, una sorta di 76esimi Hunger Games in cui prenderanno gioco oltre agli amici più stretti anche Cressida, la sua troupe e la “Star Squad” formata da persone che aiuteranno Katniss durante la Missione finale.

Oltre alle difficoltà che implicano la missione Katniss si trova costretta a prendere un’importante decisione: chi sceglierà tra Peeta e Gale? A detta di Gale “Katniss sceglierà colui che riterrà indispensabile per la sua sopravvivenza”, ma siamo sicuri che andrà così?

La trama coinvolgente non lascia nemmeno un secondo allo spettatore per realizzare gli innumerevoli colpi di scena e le morti improvvise.

Quindi consigliamo a tutti coloro che vorranno rivedere questo film di fare un bel respiro prima di iniziare.

Parte del cast

Parte del cast

Gaia Buffoli e Maria Chiara

Rom… I figli del vento

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Il titolo della pièce teatrale presentata dai nostri compagni della classe 4^D è “…Rom…i figli del vento”. La pièce proposta è stata strutturata sulla base del “teatro narrativo”: è stata infatti “narrata” una parte della storia degli zingari (chiamati Rom). Da dove vengono? Chi sono? Perché non hanno un loro territorio? Perché non sono accettati dalle altre comunità? Queste sono solo alcune delle domande a cui hanno risposto i nostri compagni in questa rappresentazione teatrale che ha fatto avvicinare tutti noi alla “verità” di questo “popolo”.

Gli zingari o rom sono un insieme di diverse etnie, in principio ritenute tradizionalmente dedicate al nomadismo, originarie dell’India settentrionale.

Stabilitesi in Europa nel corso dell’epoca medievale e diffusesi, in tempi più recenti, anche in altri continenti, le popolazioni gitane sono in massima parte stanziali e hanno generalmente la cittadinanza del Paese in cui risiedono, anche se per loro fermarsi significa morire, perché il viaggio è la loro “filosofia” di vita.

Non sono mai stati accettati dagli altri. Perché non sono accettati?  Chi sa rispondere a questa domanda? Bisogna riflettere su questa domanda. Non solo su questa domanda, ma anche su altre che conosciamo tutti:  Perché il razzismo? Perché il bullismo?. . .

FOTO DELLA VITA QUOTIDIANA DEI ROM:

Mohammed Louizi 1^C Itis