Quando la vita ti butta giù sei tu a scegliere se rialzarti oppure no.

Tutti parlano della vita, la vita qua, la vita là, ma la vita è una cosa soggettiva, ognuno la sperimenta e l’affronta a modo proprio.

Io sono un ragazzo normale di 15 anni, ma credo di avere affrontato cose nella mia ancora giovane vita che persone non affronteranno mai in una intera.

Io sono nato con una malformazione alla gamba, non ho potuto camminare fino all’età di cinque anni e ho subito una serie di interventi fino ad arrivare all’amputazione appena sotto il ginocchio pochi anni fa.

Ho affrontato abbastanza bene questa mia esperienza anche grazie ai miei familiari e amici che, nonostante tutto, mi sono sempre stati vicini.

Ora sto bene, ho una protesi tra le migliori in circolazione e posso fare tutto quello che voglio senza preoccuparmi dell’intensità con cui lo faccio.

Io credo che la mia vita non abbia voluto essere cattiva nei miei confronti, anzi credo che abbia voluto farmi un regalo perché sono quasi sicuro che non sarei la persona che sono diventato.

Adesso scherzo su tutto e vedo sempre il lato positivo delle cose.

Nella vita le cose brutte accadono, ma la soluzione non è scappare, anzi; perché io credo che una persona sia come un pezzo di metallo, inizialmente è fragile e facile da rompere, ma se si inizia a scaldarlo e a batterlo, si tempra e allora diventa più difficile piegarlo.

Ecco, io credo che una persona sia così, non potrà mai affrontare la vita a viso aperto senza prendere prima qualche colpo.

Io ultimamente sento di persone che si lasciano andare, che non combattono, che si arrendono alla vita e non riesco a capire il perché.

Quando ci si trova da soli in mezzo all’oceano, secondo voi, è più facile lasciarsi andare ed affogare o restare a galla?

Perché, sì, la vita è anche questo, è facile, molto più facile lasciarsi andare, ma se resti a galla, se trovi la forza, tutti sapranno chi sei.

E allora non mollate, combattete sempre, perchè se mi sono rialzato io, anche senza una gamba, potete farlo anche voi!

 

Enrico P.